La Provincia boccia il PGT di Magenta

Se il Piano del territorio non cambia, si rischia la paralisi

Magenta, 11 maggio 2010 – La Provincia di Milano boccia il Piano di Governo del Territorio di Magenta. Con la delibera n. 147 del 13 aprile 2010, la Giunta provinciale
ha avanzato pesanti rilievi al Piano adottato dal Comune di Magenta sia dal punto di vista tecnico sia delle scelte politiche.

In pratica, la Provincia di Milano afferma con forza che il PGT di Magenta può essere compatibile con il PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Provinciale) solo se vengono apportati significativi e urgenti correttivi.

Molte critiche sollevate dalla Provincia di Milano sono identiche alle osservazioni che il Partito Democratico di Magenta ha messo a punto in questi mesi nei confronti del PGT proposto dalla maggioranza: controproposte che sono state puntualmente tradotte in specifiche osservazioni al Piano. Il giudizio della Provincia di Milano dimostra quindi la bontà e la concretezza delle richieste di modifica del Piano che le opposizioni, i cittadini e numerosi comitati civici hanno avanzato in ogni sede e che finora sono rimaste inascoltate.

La Provincia condanna l’eccessivo e ingiustificato consumo di suolo che il nuovo PGT comporterebbe nel territorio comunale in maniera irreversibile. Anche l’assoluta mancanza di coordinamento dello strumento urbanistico di Magenta con i comuni circostanti e gli enti superiori è un elemento molto negativo evidenziato dalla Provincia.
Quello di Magenta è in pratica un Piano di Governo del Territorio in contrasto con le marco-programmazioni definite dalla Provincia e dalla Regione, che dovrebbero garantire l’armonia e l’omogeneità tra i comuni del magentino.

Lo “stop” della Giunta Provinciale riguarda in modo specifico i seguenti punti:
1.    il Comune di Magenta non ha attuato almeno il 75% delle previsioni di sviluppo del vecchio Piano Regolatore, e quindi la legge non consente ulteriore consumo di suolo; 

2.
la creazione del Polo turistico-informativo a Nord della SS. 11 (Ambito di trasformazione n. 4) non trova alcune giustificazione su scala territoriale e produce inutile consumo di suolo agricolo. La Provincia chiede, come un’osservazione del Partito Democratico, la cancellazione totale dell’ambito e il mantenimento del terreno agricolo esistente;

3.    la scelta di edificare a Sud-Est della Città (Ambito di trasformazione n. 6) è considerata sbagliata per l’eccessivo consumo di suolo agricolo all’interno del Parco, il rischio di conurbazione con il Comune di Corbetta e lo smantellamento di un’importante area ecologica provinciale;

4.    la Provincia critica pesantemente il progetto del “Business Park” affermando che “comporta un rilevante consumo di suolo” e che “non risultano adeguatamente verificate le scelte localizzative dell’intervento rispetto alle esigenze di tutela e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente. L’ambito infatti risulta di notevole dimensione e forte impatto insediativi”. La Provincia chiede di ridisegnare – se confermato – il Business Park e prevedere ingenti interventi di mitigazione e compensazione. Anche alla luce di queste critiche espresse dalla Giunta provinciale, la scelta più idonea per investire sul futuro produttivo e industriale di Magenta appare, senza ombra di dubbio, la riqualificazione dell’area ex-Saffa a Nord della Città;

5.    Per l’area ex-Saffa, la Provincia “bacchetta” il Comune di Magenta indicando come unica via percorribile la predisposizione di un Piano globale con il coinvolgimento del Comune di Boffalora e degli enti sovracomunali interessati. Esattamente la proposta formulata da tempo dalle opposizioni;

6.    Per l’area della Cava Airoldi e del Fontanile Fagiolo la Provincia richiede opere di mitigazione e compensazione ambientale. Il Partito Democratico ha proposto la creazione di un Parco sovracomunale per la tutela del fontanile e dell’ambiente nella zona;

7.    Per l’area residenziale a Pontevecchio, la Provincia parla di obiettivo generico, che necessita di prescrizioni puntuali e più efficaci

8.    per gli ambiti 7-9-12, occorre approfondire i criteri di inserimento paesistico prevedendo la realizzazione di idonee fasce di mitigazione

9.    per l’area della Fonderia Parola, la Provincia afferma la necessità di verificare una possibile contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque;

Inoltre la Provincia mette in luce numerose mancanze del PGT di Magenta e in modo particolare:

  • mancanza della Carta del Paesaggio
  • mancata della ettura dei sistemi paesistici di scala sovralocale
  • assenza dell’individuazione degli obiettivi di qualità paessagistica
  • mancanza della Carta dei vincoli
  • mancato approfondimento del Sistema dei vincoli


Sul consumo di suolo i conti non tornano
L’Amministrazione ha sempre dichiarato di voler “consumare” al massimo il 6% del suolo attualmente agricolo (formulato anche come OBIETTIVO GENERALE del PGT).
Anche per questa motivo non c’è alcuna giustificazione al fatto che il Comune di Magenta ignori il mancato raggiungimento del 75% di attuazione delle previsioni del vecchio PRG – evidenziato dalla Provincia – e con confuse motivazioni faccia in modo che il 73,6% sia uguale a 75%.
In questo modo il Comune accederebbe alla possibilità di erodere suolo agricolo fino al 7% in più, per un totale di 506.661,40 mq. Tuttavia questo dato non sembra esatto.
Nella tabella della quantificazione delle previsioni del PGT il totale delle superfici degli ambiti di trasformazione è di 543.885,00 mq, a cui vanno aggiunti anche gli ambiti di perequazione (A, B, E della tavola B 3.2 del documento di Piano): quindi il TOTALE CONSUMO DI SUOLO è di 611.875,00 MQ, pari al 8,45%.: molto più alto quindi del 7% massimo stabilito dalla Provincia.
Per tale motivo la Provincia, nel suo parere di compatibilità, dice che il dimensionamento del PGT è sballato e ne indica una riduzione delle previsioni di espansione.

Alla luce delle gravi critiche sollevate dalla Provincia di Milano al PGT di Magenta, appare necessaria una generale revisione del Piano e il ripensamento da parte della maggioranza di alcune scelte portate avanti fino a oggi.

Qualora il Centrodestra magentino decidesse di continuare sulla propria strada, senza recepire nella loro totalità le modifiche richieste dalla Giunta provinciale, il PGT rischia di essere “impugnato” dalla Provincia e quindi annullato.

La Provincia boccia il PGT di Magentaultima modifica: 2010-05-14T13:17:29+02:00da admin
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