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Lettera di Silvia Minardi e Paolo Razzano
al Sindaco di Magenta
sulla risposta a “Il Fatto Quotidiano”

 


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Egregio signor Sindaco,
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a ringraziamo per averci fatto avere copia della lettera che ha inviato in risposta alle questioni sollevate dall’articolo del giornalista Gianni Barbacetto, pubblicato lo scorso 9 dicembre su “Il Fatto Quotidiano”. Rispetto all’articolo e alla Sua risposta vorremmo farle presente alcune considerazioni.

            In primo luogo, ci pare doveroso sottolineare come la lettera di Gianni Barbacetto faccia emergere un problema importante, ovvero il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata anche nel nostro tessuto cittadino.

L’articolo del 9 dicembre segue, di pochi giorni, la notizia pubblicata lo scorso 25 novembre dal settimanale “L’Espresso”, in un articolo firmato da Lirio Abbate, che riferiva di intercettazioni telefoniche che riguardavano la scelta dei candidati da inserire nelle liste elettorali di alcuni comuni che dovevano rinnovare l’Amministrazione. La città di Magenta era al primo posto di questo elenco.

Noi siamo preoccupati da questi segnali sempre più frequenti e non possiamo rimanere in silenzio.

La battaglia di contrasto alle organizzazioni criminose, per tutelare la nostra comunità cittadina, non ha e non deve avere colore politico. Francamente siamo rimasti sorpresi dal totale silenzio con il quale la maggioranza cittadina da Lei guidata ha reagito, o meglio, non ha reagito a queste notizie.

Noi siamo preoccupati e, al tempo stesso, convinti che su questo fronte non si debba abbassare la guardia. Per questa ragione abbiamo chiesto, insieme a tutti i consiglieri comunali di Opposizione, un incontro con il Prefetto di Milano. Riteniamo sia utile trasmettere questa nostra preoccupazione all’Istituzione che ha il compito di vigilare sul territorio e ascoltare la Sua opinione in merito.

Siamo anche convinti che questo non sia sufficiente e che occorra mettere in campo azioni concrete e il più possibile condivise. Nelle prossime settimane faremo proposte precise sulle quali apriremo il confronto con tutte le forze democratiche presenti in Città.

            Un secondo aspetto che vorremmo riprendere riguarda l’edificio di via Espinasse: corrisponde al vero che la documentazione relativa all’edificio è stata consegnata – su richiesta – ai consiglieri comunali di Opposizione, ma è altresì vero che, di fronte al diniego di avere copia di parte della documentazione, siamo stati costretti a formulare una segnalazione alla Procura della Repubblica per prendere visione dei documenti in modo completo.

            Infine, ci preme ribadire, ancora una volta, la nostra posizione rispetto alla notizia data nell’articolo di Barbacetto e relativa all’acquisto da parte Sua di un’abitazione a Pontevecchio. Noi non vogliamo entrare nel merito dei dubbi sollevati dal giornalista e il Partito Democratico di Magenta non ha mai utilizzato, in nessuna sede, le informazioni contenute nell’articolo per lanciare accuse contro di Lei o altri soggetti coinvolti nella vicenda. Noi crediamo alla Sua onestà, signor Sindaco, e soprattutto crediamo che l’impegno politico sia una cosa seria. Ecco perché vorremmo da parte Sua un atto che faccia chiarezza. Non lasci che si creda che un sindaco, un assessore, un consigliere comunale possano avere trattamenti di favore solo per la carica che ricoprono.

Il Suo silenzio su questo aspetto della vicenda rischia di gettare cattiva luce sulle istituzioni cittadine che tutti noi rappresentiamo.

Perché non dimostrare che il Sindaco di Magenta ha agito in modo corretto nella transazione che ha portato all’acquisto di quell’abitazione citata dall’articolo?

Sarebbe un gesto di grande servizio per l’Istituzione che Lei rappresenta e di tutela della figura istituzionale del Sindaco. C’è un grande bisogno, oggi, di ridare alla politica senso e valore.

L’occasione utile per compiere questo gesto potrebbe essere la risposta all’interrogazione che abbiamo presentato, insieme a tutti i consiglieri comunali di Opposizione, e che sarà discussa nella prossima seduta di Consiglio. È infatti il Consiglio comunale, massima espressione della politica cittadina, il luogo dove sgomberare il campo da ogni minima ombra o dubbio su questa vicenda.

            Siamo certi che vorrà prendere in considerazione le nostre proposte perché, come Lei ben sa, il primo passo necessario per la lotta a tutte le mafie sono il rispetto reciproco e soprattutto il rispetto delle regole democratiche e del vivere comune.

 

Cordiali saluti,

 

Silvia Minardi

Paolo Razzano

 

Newsultima modifica: 2010-12-29T14:48:00+01:00da admin
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