Magenta, in stazione per dire NO agli aumenti

banner-aumenti-trasporti.jpgI democratici al fianco dei pendolari. Presente il consigliere Prina

Magenta, 12 luglio 2011 – In stazione per dire “NO” agli aumenti del trasporto pubblico locale. Domani mattina, mercoledì 13 luglio, dalle ore 7.30 il Partito Democratico sarà in stazione a Magenta tra i pendolari per sensibilizzare i cittadini sull’ulteriore incremento del 9,09% delle tariffe del trasporto pubblico regionale approvato in questi giorni da Regione Lombardia e che saranno in vigore da agosto. Aumenti che seguono quelli del 12% già applicati per decisione della Regione a partire dallo scorso febbraio.
L’iniziativa presso la stazione di Magenta si inserisce tra i volantinaggi che il Pd sta svolgendo in tutte le 415 stazioni ferroviarie lombarde, l’affissione di manifesti e l’apertura di una pagina sul sito www.blogdem.it per chiedere alla Giunta regionale di non applicare l’ulteriore aumento del costo di biglietti e abbonamenti e per raccogliere le adesioni e le lamentele degli utenti di treni, autobus e tram. Informazioni disponibili anche sul blog del Pd magentino pdmagenta.myblog.it.
«I democratici magentini – dichiara Paolo Razzano, segretario del Partito Democratico di Magenta – saranno presenti in stazione al fianco dei consiglieri regionali, tra cui Francesco Prina, per denunciare una situazione ormai insostenibile per i pendolari. Continuano gli aumenti e peggiorano sempre più le condizioni di viaggio con ritardi, condizioni igieniche non adeguate, mancato funzionamento dell’aria condizionata o del riscaldamento (a seconda della stagioni), degrado delle stazioni e altro. L’aumento medio del 23% ricadrà su tutti gli utenti senza che vi sia alcun miglioramento del servizio e, nel caso del trasporto su gomma e urbano, con una riduzione significativa delle corse in molte città lombarde».

Magenta, in stazione per dire NO agli aumentiultima modifica: 2011-07-12T12:42:01+02:00da admin
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Un pensiero su “Magenta, in stazione per dire NO agli aumenti

  1. Sempre che ce ne fosse bisogno, un aggiornamento sullo stato del “materiale rotabile” della tratta Torino-Milano, poiché vedo che l’argomento qui è un po’ decaduto…Lascero’ da parte il capitolo dei convogli S6 tra Novara e Milano perchè ultimamente sembrava imminente una “rivoluzione” sui cosiddetti “regionali veloci”, i vecchi “interregionali”. Da un po’ di tempo un annuncio ben visibile a bordo treno (ben visibile per chi come me viaggia spesso davanti alle porte di salita, dove si trova, sul convoglio delle 8:14) prospetta l’imminente arrivo di 6 convogli ristrutturati entro Maggio 2012 come previsto dall’accordo “Alleanza per la qualità” stipulato a Ott 2011 con la Regione Piemonte. Bene, non vedo l’ora, mentre viaggio su un convoglio evidentemente non ristrutturato che da Magenta parte con la porta splancata, che i passeggeri si premurano di chiudere a mano rendendosi conto di poter andare incontro ad un fuori programma non tanto simpatico sotto le ruote del treno.
    Comunque, torniamo a noi: io il primo treno ristrutturato in circolazione l’ho preso, una mattina gelida in cui sembrava un miraggio. Un treno chiamato modestamente MI-TO, sulle cui carrozze esternamente campeggiano il nome e svariati simboli architettonici di Torino a ripetizione.
    Wow, penso. This is it.
    Ed in effetti è ristrutturato, il cosiddetto “restyling” che tradotto significa prendere carrozze datate 1983-84 (da targhe ben visibili prima del rimodernamento), ridipingere porte e pali, cambiare il rivestimento delle pareti, chiaramente sostituire i sedili ed altri elementi interni e spero, ma non credo visto ciò che sto per dire, cambiare gli infissi ed altre parti elettrico-meccaniche. Mi chiedo pero’ se sia proprio la soluzione migliore, se sto viaggiando come spesso accade vicino alla porta, porta che internamente è ricoperta da uno strato di ghiaccio modello freezer quando necessita di essere sbrinato (metafora per le donne), o modello DeLorean di Michael J Fox post- viaggio nel tempo (metafora per gli uomini). Bastano una mano di blu alla porta, che evidentemente nonostante il restyling non chiude bene, e dei sedili nuovi a rendere il viaggio decente? Vista questa prima delusione, i dubbi restano.

    PS: personalmente non credo che gli interni dei regionali veloci siano poi così male…è che ho la sensazione che sia il contenitore a dover essere buttato ed adeguato ai tempi (non parliamo dell’accessibilità per i disabili di queste carrozze, nulla), nonchè le infrastrutture e le stazioni, perchè un sedile nuovo soltanto non fa un servizio migliore. Chi vorrebbe una comoda poltrona al gelo perchè non funziona il riscaldamento?

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